tipologie siti

Per loro stessa natura, alcune tipologie di siti web meritano qualche considerazione specifica che integri e chiarisca le informazioni, a volte confuse, che si trovano navigando in rete, e aiuti effettivamente nella scelta della soluzione migliore da adottare. Mi riferisco in particolare a:

 

siti vetrina

Il termine “sito vetrina” è stato coniato agli albori della diffusione del web in Italia, nel momento in cui le aziende hanno incominciato a percepire che “essere sul web” comportava un aumento del prestigio, un modo di dimostrare di essere al passo con i tempi, facendo nascere, di conseguenza, la necessità di avere un sito.
Ai primi tempi, il più importante elemento di caratterizzazione dei siti era l’aspetto grafico, mentre i contenuti solitamente restavano quelli dei mezzi di comunicazione tradizionali e già esistenti, ad esempio le brochure aziendali o i cataloghi. Insomma, quello che avveniva era un “trasferimento” on line di materiale già esistente, allo scopo di rafforzare l’importanza percepita dell’azienda e di disporre di una sorta di biglietto da visita online.
Col passare del tempo, il modo di percepire il web sia dal punto di vista delle aziende che degli utenti ha reso decisamente obsoleti i siti di questo tipo che si sono evoluti cercando di adattare tecniche, contenuti ed obiettivi del sito alle nuove esigenze, ad esempio con una repentina trasformazione in un sito di servizi, magari con sezioni dedicate al download di schede informative e/o tecniche. Gradualmente si è poi cercato di aumentarne la visibilità sui motori di ricerca ed è solo da poco che si possono trovare sul web offerte di siti vetrina “seo friendly” (siti realizzati seguendo, più o meno strettamente, le norme basilari per cercare di ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca) o addirittura di siti pensati e realizzati per aumentare il business.
Personalmente penso che realizzare un sito vetrina oggi, chiamiamolo pure così, purchè nell'accezione moderna del termine, possa significare realizzare un buon sito: bisogna solo porre attenzione a cosa realmente si intende con il termine "sito vetrina" in modo di non correre il rischio di ritovarsi con un sito dai pochi contenuti e mal posizionato anche se, probabilmente, è costato solo poche centinaia di euro.

siti in flash

Flash è un programma (originariamente della Macromedia, oggi di Adobe) che permette di realizzare filmati interattivi basati su grafica vettoriale ed eventualmente immagini tradizionali. Il filmato, distribuito da un server web, è visualizzabile sui normali browser grazie ad un plug-in gratuito. La diffusione di questo programma ha inciso molto sul modo di realizzare siti web, dando origine ad una vera e propria era: quella degli “skip intro”, ai tempi probabilmente il tasto più usato del web.
Come praticamente tutti i programmi e tutte le tecniche, Flash ha dei pro e dei contro. Da una parte, alla sua nascita, esso ha suscitato molti entusiasmi perché, per la prima volta, consentiva di introdurre nelle pagine web disegni e sfondi a tutta pagina, animazioni, suoni e veri e propri “effetti speciali”. Io stesso definirei “artistici” certi siti realizzati con questa tecnologia, per l’ambientazione e l’atmosfera che li caratterizzavano, paragonabili alla grafica dei moderni videogames, ma, devo precisare, non si trattava di siti aziendali.
D’altra parte, la possibilità di animare con relativa facilità gli oggetti della schermata ha portato spesso ad abusarne, generando a volte risultati che, anziché provocare stupore e ammirazione, procuravano un senso di fastidio o, nella migliore delle ipotesi, distraevano dai contenuti che si sarebbero dovuti consultare.

Le problematiche generate da un sito realizzato in Flash sono diverse, ne cito alcune:

  • Per parecchio tempo questo tipo di siti non è stato indicizzabile da Google, poiché i robots non riuscivano a “leggere” i contenuti del filmato. E’ vero che da qualche anno il problema è stato risolto, ma nel caso di un sito realizzato completamente in Flash i contenuti testuali delle varie pagine vengono letti come se fossero i contenuti di una singola pagina, e questo non rappresenta certo un'ottimizzazione sotto il profilo del posizionamento.
  • Un sito in Flash è fondamentalmente, nella maggior parte delle realizzazioni, un filmato con all'interno dei link di navigazioneche portano alle varie sezioni (pagine) che lo compongono. Ma se la pagina desiderata viene linkata dall'esterno? Beh, non sarà raggiungibile in modo diretto perchè in ogni caso si potrà accedere solo ed esclusivamente al primo fotogramma del filmato con conseguente scomodità e perdita di tempo per l’utente che dovrà cercare nuovamente il link che gli interessa all'nterno del sito per raggiungere la pagina interessata.
  • Caricando un filmato contenente l’intero sito invece di una singola pagina, i tempi di caricamento si allungano sensibilmente, soprattutto se il filmato non è stato ottimizzato al meglio. Oggi, fra i vari parametri che concorrono alla classificazione di un sito, viene presa in considerazione anche la velocità di caricamento, e la lentezza intrinseca alla struttura Flash non aiuta.
    Inoltre, tutti gli addetti ai lavori sono concordi nel ritenere che l’utente internet oggi valuti in pochi secondi se la pagina rispecchia quanto cercato: se quei pochi secondi che avete a disposizione per “catturare” (e trattenere) l’attenzione del visitatore venissero persi per il caricamento del sito, senza mostrare altro che una rotellina che gira o una scritta “loading”, beh… non è difficile prevedere le conseguenze!
  • Un sito in Flash non è visualizzabile, senza installare browser di terze parti, sui dispositivi mobili Apple
  • Un sito in Flash ha un costo solitamente superiore rispetto ad un sito realizzato con le “normali” tecniche di programmazione, e anche eventuali aggiornamenti possono essere fatti solamente intervenendo, da parte di chi lo ha prodotto, direttamente sul filmato, cosa che comporta costi di manutenzione notevoli.

Nel tentativo di superare tutte queste problematiche pur mantenendo la maggiore attrattiva che indiscutibilmente ha, a livello grafico ed emozionale, una pagina in Flash ben fatta, si è optato, in passato, di offrire con una soluzione un pò “salomonica”: offrire due versioni dello stesso sito con i medesimi contenuti, una in Flash e l’altra realizzata con tecnologia tradizionale, in modo che l’utente potesse scegliere quale consultareedi motori di ricerca potessero indicizzare la versione "normale".
In seguito, per evitare il costo doppio o quasi, si è iniziato a non costruire più siti interamente in Flash, riservando questa tecnologia esclusivamente agli inserimenti di filmati più piccoli in una struttura HTML, col fine di rendere la pagina più accattivante ma comunque facilmente aggiornabile ed indicizzabile.
Oggi esistono altre tecnologie atte a creare animazioni nelle pagine web (ad esempio JQuery) esenti dagli svantaggi sopra elencati, e sono ormai pochi i siti fatti interamente col programma Adobe. Anche le multinazionali del lusso che, non avendo problemi di budget o di investimenti in comunicazione, hanno sfruttato pesantemente e, devo riconoscerlo, molte volte al meglio, le potenzialità di questa tecnologia per distinguersi e segnare una linea di confine con la “normalità” degli altri siti web, ormai l’hanno abbandonata o la stanno inesorabilmente abbandonando.

siti e-commerce

Sarà la crisi, sarà che i costi per la realizzazione di un sito e-commerce si sono abbassati notevolmente, sarà che il sogno di guadagnare con poca fatica sviluppa una “attrazione fatale”, sarà che “il futuro è in internet”, sta di fatto che l’idea di realizzare un sito e-commerce è sempre più diffusa e perseguita.
La realizzazione di un e-commerce comporta comunque delle valutazioni preventive che possono incidere sul successo del negozio on-line, perché proprio di questo si tratta, andando a stringere: un negozio le cui vetrine sono sul web anziché a bordo strada, e i cui scaffali sono pagine web, link, immagini, eccetera…
La valutazioni da fare non riguardano tanto l’aspetto tecnico della realizzazione del sito, poiché esistono diverse piattaforme più o meno valide, rispetto alle esigenze del progetto, per realizzare un e-commerce contenendo i prezzi e non ci sono problemi neanche nel realizzarlo “su misura”. Insomma, se un cliente mi chiedesse di realizzare un sito del genere, accetterei l’incarico volentieri, ma non prima di averlo invitato a valutare attentamente quanto segue:

  • I media ci dicono che il mercato dell'e-commerce in Italia è in costante e tendenziale aumento.
    È vero, ma consultando i riultati di una ricerca eseguita dal "Centre for Retail Research" per "RetailMeNot" realizzata nel 2014 con previsioni fino al 2016 che analizza il mercato e-commerce di Usa e Canada parallelamente a quello Europeo prendendo in considerazione Inghiltera, Germania, Francia, Spagna, Italia, Olanda, Polonia e Svezia si nota che:
    • nell'ambito europeo, il cui volume totale di vendite online è inferiore a quello dell’America del Nord, nonostante l’Europa conti, nel suo insieme, un maggior numero di abitanti. (306,8 miliardi di dollari il volume d’affari d’oltreoceano contro i 214,11 miliardi di dollari di quello europeo). All’interno della realtà europea il mercato italiano si colloca al 5° posto, sensibilmente distaccato dalle prime tre classificate. Si potrebbe pensare che non sia poi così male. D’accordo, ma proviamo a dare un’occhiata alle cifre: il volume d’affari italiano ammonta a 8,64 miliardi di dollari contro i 42,7 miliardi della Francia (terza classificata) e i 97,48 miliardi dell’Inghilterra, "regina" d’Europa.
      Insomma, ci battono per distacco, non certo in volata! Tra primo e quinto posto la differenza è enorme, rasentando i 90 miliardi di dollari e anche tra quinto e terzo posto, la forbice non è da poco: i nostri cugini d’Oltralpe hanno un volume totale di vendite on line che ammonta a più di cinque volte quello dell’Italia;
    • L'incremento del 2014 rispetto l'anno precedente è del 19%, uguale per il 2015 e del 19,7% nel 2016.
      Cifre confortanti, è vero, ma c’è sempre l’altro lato della medaglia: sulle vendite totali italiane la quota di mercato dell’e-commerce è del 2,1%, la più bassa in assoluto nel panorama preso in considerazione, mentre la percentuale di crescita è più o meno simile a quella degli altri Paesi: a parità di tasso di crescita, chi è in testa ci rimane e non potrà essere raggiunto. È un po’ come, nel campionato di calcio, cercare di raggiungere una capolista che vince sempre: al massimo, si potranno mantenere le distanze, ma non accorciarle;
    • I punti sopra esposti sembrerebbero confermare che l'ltalia ha un mercato e-commerce immaturo, affermazione supportata dal fatto che la percentuale di chi acquista online è la più bassa d'Europa, il 20,1%.
      Non sono un esperto di marketing, ma il buon senso mi fa dedurre che spesso il consumatore italiano preferisca ancora rivolgersi al punto vendita classico, dove può ricevere consigli dal personale e toccare con mano quello che sta acquistando. Insomma, nel nostro Paese pare proprio che la distribuzione classica sia ancora in grado di soddisfare le esigenze della maggior parte degli acquirenti. In alternativa, obietterete, ci si potrebbe rivolgere, nell’e-commerce, a mercati esteri. E’ vero, ma questo comporterebbe costi più elevati e richiederebbe una serie maggiore di competenze necessarie (linguistiche, anzitutto, e poi normative e di mentalità del consumatore). In Europa, peraltro, escluse le prime tre classificate, il mercato offre un panorama più o meno simile a quello Italiano, e anche le famose “prime tre” non è che siano il Paese del Bengodi: possono presentarsi infatti difficoltà inerenti la concorrenza elevata e la penetrazione del mercato, difficoltà sempre più consistenti man mano che ci si voglia rivolgere a mercati più maturi, come quello Americano o quello Orientale, dove in effetti si trova il vero sviluppo (il “boom”) dell’acquisto online. In America e in Estremo Oriente, il 60% della popolazione acquista online settimanalmente contro la media del 21% del resto del mondo.(fonte: Nikkei Asian Review)
  • Infine, si sa che un e-commerce deve lavorare a prezzi “stracciati” per battere la concorrenza e che l’imperativo è farsi trovare in base alle parole chiave relative ai prodotti che propone per ottenere delle visite che potrebbero concludersi con un acquisto. Purtroppo a fronte di una nutrita schiera di concorrenti non risulta sempre possibile ottenere un buon posizionamento e questo solitamente comporta il ricorso al posizionamento a pagamento (AdWords o ad altri mezzi pubblicitari).
    In questo caso è da valutare attentamente il rapporto spesa-guadagno, che potrebbe rivelarsi non soddisfacente, e considerare che, in base agli articoli venduti nello shop, ci si potrebbe trovare di fronte ad una concorrenza diretta di siti più conosciuti e famosi che già investono parecchie migliaia di euro mensilmente per promuoversi.

Non mi dilungo in ulteriori considerazioni, anche se ce ne sarebbero altre. Lo scopo infatti è fornire, come servizio a chi ha avuto la pazienza di leggere questa pagina, un panorama sulla situazione dell’e-commerce in Italia (aggiornata al 2014 ma indicativa grazie anche alle proiezioni solitamente affidabili su 2015 e 2016) per renderlo consapevole dei rischi in cui in certe situazioni sarebbe facile incorrere e dare un consiglio, come si suol dire, spassionato: verificare la possibilità di essere posizionati correttamente per lo scopo del sito.
Quello dell’e-commerce è una specie di mare mai del tutto calmo. Sono tanti gli aspetti che influiscono sulla gestione di un’impresa di e-commerce: dal personale che occorre per gestire il sito alla indispensabile pubblicità, dal controllo degli acquisti alle spese di gestione, fino alla gestione dei social network, che spesso rappresentano "le porte" di accesso al negozio online e che richiedono ulteriori professionalità.
Insomma, il posizionamento sui motori di ricerca è solo il primo passo, e non comporta l’acquisto automatico da parte dei visitatori (sarebbe bello, ma non è così). Un e-commerce va gestito come una macchina da guerra, bisogna essere martellanti, sempre presenti, sempre aggiornati sulle novità e competitivi sui prezzi. Non si tratta di aprire il sito, posizionarlo bene e poi sedersi in poltrona ad aspettare i ricavi.
Ad ogni modo, se lo riterrete opportuno, sono a disposizione per parlare anche di questi aspetti, in tutta serenità.

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Guerino Zigarini

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