SEO on-page

04/10/2016 - POSIZIONAMENTO SUI MOTORI DI RICERCA - byZiga

È una pratica SEO rivolta all’ottimizzazione delle pagine di un sito, sia per favorire il posizionamento sui motori di ricerca che per rendere, come conseguenza diretta, semplice ed ordinata la navigazione del sito..

Le pratiche seo on-page presentate in questo articolo sono ritenute “corrette” (approvate e consigliate dai motori di ricerca, definite in gergo white hat) che consistono nell’applicare alle pagine del sito un insieme di accorgimenti, per la maggior parte suggeriti direttamente dai motori di ricerca, allo scopo di raggiungere un buon posizionamento.

L’ottimizzazione on-page coinvolge numerosi aspetti, riguardanti la struttura stessa del sito ed il codice di markup con cui è stata realizzata la pagina html: per questi motivi sarebbe opportuno applicarla già in fase di prima realizzazione: interventi successivi di modifica, in casi ove questa pratica non sia stata applicata, potrebbero comportare interventi lunghi e costosi a volte non paragonabili ad una corretta implementazione iniziale giustificando, in casi estremi, un eventuale rifacimento del sito.
Insomma come sempre, prevenire è meglio che curare.

Ottimizzazione della struttura del sito e delle pagine in generale

Sotto questa voce ho raggruppato alcune attività seo on-page che sarebbe meglio fossero analizzate già in fase di progetto e durante la prima realizzazione del sito. Oltre che far parte direttamente del seo sono accorgimenti utili al miglioramento dell’esperienza utente.

Tenere conto, già in fase di progettazione, delle migliori soluzioni per rendere un sito facilmente navigabile in modo intuitivo, fare in modo che l’utente sappia in ogni momento dove si trova e possa raggiungere rapidamente ciò che lo interessa, oltre a migliorare l’esperienza del visitatore può comportare, naturalmente se associato a contenuti interessanti, l'aumento della permanenza dell'utente sul sito abbassando la così detta “frequenza di rimbalzo” (bounce rate).

La frequenza di rimbalzo rappresenta, per Google, il numero di visitatori che lasciano il sito dopo aver consultato una sola pagina.
A mio personale parere, il dato così come viene inteso e valutato singolarmente non è affidabile al 100%, poniamo infatti che un utente “atterri” su una pagina con un articolo molto lungo ma puntuale ed esaustivo, lo legga fino in fondo e, soddisfatto, lo lasci incrementando quindi la frequenza di rimbalzo pur avendo dedicato 10/15 minuti del suo tempo assumendo le informazioni che si volevano comunicare: il risultato in questo caso non sarebbe negativo ma basandosi sulla pura frequenza di rimbalzo senza abbinarla, ad esempio, al tempo trascorso sul sito, lo diventerebbe.
Il concetto rimane comunque chiaro: un bounce rate elevato significa che il sito non offre agli utenti spunti per continuare la consultazione, il che fa presupporre una bassa qualità.

Ottimizzazione delle url

Il concetto è usare url “parlanti”, che facciano percepire già dalla lettura i contenuti che l’utente troverà una volta raggiunta la pagina, facilitando il reperimento delle informazioni richieste.
Un url del tipo
www.miosito.it/news&id=44
non significa nulla per l’utente e può confondere anche gli spider (tempo fa addirittura non raggiungevano la pagina che conseguentemente non veniva indicizzata).
Supponiamo, in questo esempio che la news richiamata tramite l’identificativo “44” sia in realtà una news che consigli cosa visitare a Londra. Renderla “parlante” significa trasformarla inqualcosa del genere
www.miosito.it/news/visitare-londra.
Risulta in questo modo sicuramente più immediato per l’utente capire che se cliccasse sul link visiterebbe una pagina news che parla di cosa/come visitare Londra.
La realizzazione di questo tipo di url implica l’adozione di alcune regole semplici e valide in tutti i casi, le principali:

  • deve contenere solo caratteri e tutt’al più numeri ma nessun carattere speciale
  • non deve contenere spazi che vengono sostituiti con il segno “-“ o “_”
  • deve essere semplice
  • sarebbe bene contenesse la parola chiave per cui la pagina da raggiungere deve essere posizionata

Contenuti non duplicati

Altro aspetto da tenere in considerazione già in fase progetto è non proporre contenuti duplicati: problema che si potrebbe verificare, al di la del fatto che lo siano effettivamente come un testo copiato da altri articoli web, ad esempio, nel caso il sito sia raggiungibile sia con www davanti che senza, senza gli opportuni accorgimenti Google "vedrebbe" due siti distinti con contenuti duplicati.

Velocità di caricamento

Un sito lento nel caricarsi può “stufare” l’utente ed indurlo a seguire altre strade: di questo fattore Google tiene conto e penalizza la lentezza di caricamento delle pagine.
La velocità di caricamento della pagina diventa quindi un fattore importante da tenere presente già in fase di progetto influendo sulla scelta della tecnologia di realizzazione e dell'hosting. Vi sono anche, indipendentemente dalle "performances" del server, molti metodi per ottimizzare la velocità di caricamento: compressione delle pagine, sistemi di caricamento asincrono e, fra le ultime messe a disposizione del webmaster, la tecnologia “AMP” studiata per sopperire alla lentezza di dispositivi "mobile" che sfruttano, a volte, connessioni non performanti.

Compatibilità con tutti i dispositivi di visualizzazione

Anche in questo caso un sito che non disponga di un codice progettato per una visualizzazione ottimale sui vari dispositivi, dagli smartphones al desktop, viene penalizzato da Google e se non visualizzabile correttamente su dispositivi mobili si troverà addirittura estromesso dai risultati di tutte le ricerca fatte tramite tablets e smartphones che rappresentano oramai circa il 40% del traffico internet. La tecnica per la realizzazione di un sito visualizzabile correttamente sui vari dispositivi è definita "responsive" ed esistono diversi "framework" per realizzare pagine con queste caratteristiche.

Creazione di una "mappa" del sito

La mappa del sito, come lascia intendere la parola, è la rappresentazione schematica della struttura del sito e dalla quale è possibile raggiungere tutte le pagine: l’intento è facilitare l’utente nel reperimento delle informazioni che gli interessano. Contemporaneamente è utile anche per indicare ai motori di ricerca le pagine da indicizzare.
Quasi indispensabile in siti di grandi dimensioni diventa meno basilare in siti di poche pagine ma Google stesso lascia intendere come ne sia raccomandabile l’uso in qualsiasi circostanza. Le mappe dei siti possono avere vari formati, essere sottoposte (inviate) ai motori di ricerca per l'indicizzazione o consultate online.

Ottimizzazione del “markup

Le pagine html sono realizzate tramite un sistema di “markup” che prevede dei marcatori (Tag) che definiscono aspetti visivi, ruoli ed importanza dei contenuti, indispensabili per la rappresentazione corretta e ordinata della pagina oltre che alla comprensione dell'argomento da parte dei motori di ricerca.
Di seguito alcuni fra i principali e più importanti tag considerati dalla seo on-page:

Title

Il tag Title è il titolo della pagina ed è molto rilevante per i motori di ricerca, significativo al fine di illustrare i contenuti che l’utente troverà.
È quindi una sorta di breve spiegazione/presentazione dei contenuti della pagina e sarebbe opportuno, ai fini del posizionamento, contenesse la parola chiave per cui la pagina dovrebbe essere mostrata in seguito ad una ricerca della stessa. Ad aumentarne la strategicità è il fatto che viene spesso utilizzato anche come titolo nella lista dei risultati dei motori (in evidenza sopra l'url del sito), oltre ad essere visualizzato dal browser qualora la pagina venisse inserita fra i preferiti.

Meta Tag

I metatag sono strumenti a disposizione del webmaster e del seo per organizzare e specificare le caratteristiche dei contenuti di una pagina.
I più famosi sono “description” e “keywords”, ma ne esistono molti altri, da usare secondo necessità, che svolgono compiti specifici: ad esempio indicare al motore che il contenuto è identico a quello di un’altra pagina (specificando quale) ed evitare così che venga considerata un contenuto duplicato, oppure indicare che un link non deve essere seguito in modo da non “cedere” una parte della propria “forza” (maggiori dettagli al paragrafo sotto), o ancora, se la pagina in questione debba o non debba essere indicizzata…

Il meta tag "description"

Di per se, sotto l’aspetto del posizionamento non ricopre molta importanza ma diventa rilevante in quanto questa descrizione degli argomenti di cui parla la pagina (prevede 160 caratteri) viene mostrata dai motori di ricerca proprio sotto l’url nei risultati di una ricerca. Dovrebbe quindi assolvere anche il compito di anticipare l'argomento trattato e invogliare l’utente a cliccare per raggiungere il sito.

Il meta tag "keywords"

Nato per comunicare ai motori di ricerca le parole chiave relative ai contenuti pubblicati, è stato abusato nel corso del tempo ed oggi parrebbe non essere preso in considerazione dai motori: pur avendo rilevanza nulla (o quasi) è consigliato, tanto per essere sicuri di non sbagliare, inserirvi comunque le parole chiavi principali.

Heading

Rappresentano titoli e sottotitoli, in ordine di importanza da "h1" a "h6".
Sono importanti, come la maggior parte delle tecniche di ottimizzazione on-page, sia dal punto di vista del visitatore che per i motori di ricerca.
In ordine gerarchico troviamo il tag "h1" che rappresenta il titolo del testo: dovrebbe contenere la parola chiave e fare da “supporto” al tag title.
In ogni pagina deve esserne, di norma, inserito uno solo ma nel web si possono trovare pareri contrari, infatti le indicazioni in proposito del W3C non lo specificano. Altra eccezione a questa norma riguarda le pagine realizzate semanticamente in html5.
I contenuti dovranno poi essere sottotitolati tramite gli altri tag che non hanno limiti di ripetizione. È consigliato utilizzare almeno gli "h2" (nei quale se possibile inserire, in pochissimi e non in tutti, anche un riferimento alla parola chiave) e gli "h3". I restanti tag rivestono importanza minore.

Enfasi

Visualizzano testo in grassetto "strong", in corsivo "em" e sottolineato "u"ß ed oltre ad evidenziare all’utente la rilevanza di alcune parole sono presi in considerazione anche dagli spider dei motori di ricerca. È consigliato non abusarne in quanto diminuirebbero da un lato la rilevanza e dall’altro potrebbero peggiorare l’esperienza utente.
In html5 il concetto di tag di enfatizzazione è stato modificato in quanto diventati parte integrante del discorso semantico.

Anche questi sono oggetto del seo on-page: come le url dovrebbero essere “parlanti”, far intuire all’utente a che argomenti lo si sta rimandando. Possono essere interni od esterni al sito.

Una premessa:
Ogni sito web o blog ha un proprio “peso” o "forza" attribuitogli dai motori di ricerca e un “link juice” che esprime la "forza" del sito basandosi sulla quantità di link presenti.
Le definizioni sopra sono semplicistiche e probabilmente imperfette ma chiariscono, almeno parzialmente, due concetti importanti per la Seo on-page:

  • più sono numerosi sono i link all'interno del sito, più il “peso” di ogni link diminuisce, viceversa meno sono e maggiore sarà il peso di ciascun link. Detta in questo modo potrebbe sembrare una semplice divisione fra la "forza" del sito per il numero di link presenti: chiaramente non è così ma evidenzia il fatto che più link ci sono più è difficoltoso valutarne la rilevanza. Ad esempio come i link del menù, presenti in tutte le pagine e nella stessa posizione non ricoprono una grande rilevanza, un link inserito una sola volta in modo discorsivo nel testo assume una rilevanza maggiore rispetto ai link del menù.
    Ne consegue come sia buona norma limitare il numero di link a quelli ritenuti importanti e di qualità evitando link superflui e prestando molta attenzione ai link inseriti nel contesto discorsivo, più rilevanti per i motori di ricerca.
  • altra considerazione importante è che ogni qualvolta un link viene “seguito” dallo spider del motore di ricerca è come se “la forza” del nostro sito (o parte di essa) venisse trasferita alla pagina linkata, fatto che in alcune situazioni potrebbe non essere desiderato.

Link Interni

I link interni dovrebbero essere inseriti discorsivamente nel testo e rimandare a contenuti in tema, ad esempio approfondimenti dell’argomento trattato in pagina.
Possibilmente dovrebbero essere posizionati “above the folder”, cioè nelle prime righe del testo, nella parte più alta, solitamente consultabile direttamente all’apertura del sito senza bisogno di scrollare (almeno per quanto riguarda la visualizazione su un computer desktop o portatile) in quanto questo posizionamento attribuisce loro maggior rilevanza.
Quanto detto sopra, nel riquadro verde, a proposito del passaggio di “forza” ad un’altra pagina del sito, è da ritenersi positivo e può essere usato per rinforzare la pagina che ci interessa, solitamente quella che riguarda la parola chiave desiderata.

Link Esterni

In questo caso il fatto che trasmettano “valore” ad un sito esterno non è sempre positivo ed il Seo deve intervenire rendendo il link “nofollow”, dicendo in questo modo ai motori di ricerca di non seguire il link e conseguentemente non trasmettere al sito esterno la forza del nostro.

Attributo "alt" per le immagini

È un tag usato per le immagini che ne fornisce una descrizione favorendo l’accessibilità e aiutando i motori a percepirne il contenuto.
Il tag deve contenere una descrizione efficace dell’immagine e, se necessario, una parola chiave la cui presenza deve essere ponderata per evitare sovraottimizzazioni.

Ottimizzazione dei Contenuti

È l'attività più delicata; quanto detto fino ad ora potrebbe quasi essere considerato propedeutico al posizionamento da parte dei motori di ricerca: sono i contenuti i veri protagonisti.
Considerata l'ampiezza dell'agomento ritengo opportuno dedicargli un articolo che sarà pubblicato fra pochi giorni.

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Per chiarimenti, se volete realizzare un sito o un'applicazione web, contattatemi, risponderò nel più breve tempo possibile.    
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Guerino Zigarini

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