Come pubblicare un Sito Web, importanza e motivazioni per le giuste scelte

18/09/2016 - REALIZZAZIONE SITI WEB - byZiga

La fase conclusiva della realizzazione di un sito web è la pubblicazione dello stesso.
Questo articolo intende approfondire i vari aspetti coinvolti in questo passaggio, partendo dal funzionamento del World Wide Web per arrivare alle motivazioni che decretano la scelta di un servizio, un provider o un nome dominio piuttosto che un altro.
L’argomento, in parte già affrontato nelle pagine “realizzazione siti web” e “in caso di ordine”, viene approfondito sia per quanto riguarda l’aspetto informatico che tecnico sia perché, al di la della mera pubblicazione, è in questa fase che viene definitivamente stabilito e acquistato il nome del dominio,importantissimo per farsi riconoscere e raggiungere oltre che per il ruolo che ricopre nella facilitazione del posizionamento sui motori di ricerca.
Per evitare una pagina lunghissima e noiosa più del necessario, alcuni argomenti, prevalentemente tecnici, sono trattati in articoli correlati lasciando in questo modo al lettore la facoltà di approfondirli o meno.

Perché un sito sia consultabile su internet, come chiarito nell’articolo correlato come funziona internet, i files che formano il sito devono essere depositati su un server web, raggiungibile dal browser dell’utente grazie ad un nome a dominio che, tramite il servizio DNS, fornisce l’indirizzo IP per raggiungerlo.

Per realizzare questo tipo di comunicazione fra il browser dell’utente e il server web esistono due alternative:

  1. disporre di un server di proprietà (in casa o in azienda) che grazie ad una connessione ad internet con ip fisso possa erogare il servizio web 24 ore su 24;
  2. Rivolgersi ad una azienda specializzata nella fornitura di questi servizi.

La prima alternativa è sconsigliabile nella stragrande maggioranza dei casi in quanto comporta la gestione di tutti i problemi di connettività, sicurezza, manutenzione e aggiornamento che diversamente sarebbero a carico del provider.
A meno di non poter contare su una struttura interna già esistente che possa assolvere a questi compiti è sicuramente una soluzione rischiosa e costosa.

La seconda opzione offre a costi inferiori, soluzioni che sollevano l’azienda titolare del sito dalla gestione diretta del server, sia sotto il profilo hardware che software, risultando preferibile nella maggior parte delle situazioni, seppur meno performante.
Nel web sono disponibili parecchie offerte differenziate, per quanto riguarda il “noleggio” del server web, nelle due tipologie disponibili Hosting ed Housing .

Scegliere il Provider

Sotto questo aspetto i parametri che decidono il ricorso ad un servizio piuttosto che ad un’altro dipendono dal tipo di sito che dobbiamo mettere online: nel caso si tratti di un sito statico non necessitano particolari accorgimenti, viceversa, nel caso si tratti di un sito dinamico è necessario assicurarsi che l’offerta preveda l’uso di un db. Nel caso di siti realizzati con CMS (Content Management System come ad esempio WordPress, Joomla, Prestashop ecc.) è invece consigliabile rivolgersi a offerte progettate e realizzate su misura per questo tipo di siti.
Per determinare quale sia l’offerta che più soddisfa le nostre esigenze sono da considerare un insieme di parametri che di seguito ho cercato di raggruppare per argomento:

  • Qualità e Caratteristiche del Servizio
    • Affidabilità (tempo di up-time annuo)
      Il valore è espresso con una percentuale indicante per quanto tempo il server è stato raggiungibile su base annua. Oggi le percentuali minime non si abbassano quasi mai al di sotto del 99,5% ma esistono casistiche del 99.999% e, chiaramente, più è alta la percentuale meglio è: un ipotetico visitatore del nostro sito, probabile contatto, non riceverà certo una buona impressione se il sito è “down” ed anche gli spider dei motori di ricerca, qualora non riuscissero a scansionare le nostre pagine dovrebbero ripetere il “passaggio” a distanza di tempo congelando temporaneamente il posizionamento: c’è da augurarsi che il crash del server web non si ripeta proprio in occasione della prossima scansione;
    • Velocità di caricamento delle pagine web
      È un fattore che, da quando la velocità di caricamento di una pagina è entrata a far parte dei molti parametri che vengono presi in considerazione per il posizionamento dai motori di ricerca, sta assumendo un’importanza sempre maggiore.
      Inoltre una navigazione veloce e fluida rende più piacevole e interessante la consultazione di un sito.
      Una prova empirica, ma interessante, potrebbe consistere nel "pingare" i siti ospitati dai provider che ci interessano e compararne i tempi;
    • La quantità di banda disponibile e/o garantita
      È un aspetto importante per il fattore velocità e numero utenti connessi contemporaneamente: se ci si aspettano numerosi utenti e la banda è limitata potrebbero sorgere problemi
    • Il numero di accessi consentito
      Alcuni piani di hosting prevedono all’interno del pacchetto un numero massimo di visitatori mensili superato il quale si rende necessario passare al piano successivo più costoso.
      Non è necessariamente un limite bloccante se il resto del piano soddisfa i fabbisogni del sito ed il numero previsto di visitatori rientra nel limite, ma, personalmente, reputo antipatico che se, per un qualsiasi motivo, non ci si fosse resi conto di aver raggiunto il numero massimo di visitatori, l’utente invece del sito veda una schermata che recita “il sito ha raggiunto il numero massimo di visitatori”, prassi, ad esempio, in uso da un provider universalmente conosciuto come uno fra i migliori.
      In questo caso potrebbe quindi essere interessante informarsi preventivamente su cosa succede nel momento in cui si raggiunga il limite massimo di visitatori.
    • "Traffico” massimo consentito
      altri pacchetti di hosting invece che un numero massimo di accessi prevedono un numero massimo di kb scaricati dal server mensilmente (il peso dei files delle pagine del sito). Anche in questo caso per continuare a visualizzare il sito sarà necessario fare “upgrade” al pacchetto successivo a meno che lo sforamento non sia casuale: solitamente il cliente viene avvertito dopo un certo numero di superamenti mensili e questo non provoca comunque la sospensione del servizio. Ma è sempre bene informarsi preventivamente.
    • Certificati https
      possono non essere disponibili, previsti in seguito al pagamento di una quota supplementare o inclusi nel pacchetto: l’importanza di questo servizio diventa basilare se il sito che dobbiamo pubblicare esige la sicurezza dei dati trasmessi e ricevuti che grazie a questo protocollo vengno criptati garantendone la riservatezza (ad esempio un sito di e-commerce), diversamente non è un parametro da prendere in considerazione se non previsto neanche per il futuro.
  • Caratteristiche del Server web
    • nel caso di un server dedicato i parametri da valutare sono un po’ quelli che si valutano quando si acquista un computer o meglio un server aziendale (in rapporto però al tipo di servizio che è chiamato a svolgere), tipicamente: tipo di processori, velocità, numero di processori e quantità di “core”, ram, capacità e tipo di hard disk, presenza raid o backup.
      Aspetto fondamentale è la modalità di gestone del server: “managed” cioè gestito dallo staff tecnico del provider o “unmanged” se la gestione è a carico dello staff tecnico dell’acquirente
    • nel caso di hosting
      • dominio incluso nel pacchetto o da acquistare a parte;
      • possibilità di gestire più domini sullo stesso hosting;
      • possibilità di creare domini di terzo livello gratuiti;
      • presenza di un pannello di controllo per la gestione del servizio
        solitamente presente in tutti gli hosting è da valutarne la semplicità d’uso e le funzionalità permesse. A questo fine alcuni providermettono a disposizione una “demo” per approfondirne l’uso e le potenzialità;
      • creazione di uno o più account ftp;
      • presenza di uno o più database nell'offerta;
      • modalità di amministrazione del database remoto qualora sia presente;
      • servizio mail (dominio postale)
        i parametri sono la quantità di indirizzi e-mail gestibili, la capienza di ogni casella postale, il protocolollo accettato (Imap o Pop3 o ambedue a scelta), la presenza di una web mail (consultazione delle mail tramite browser) , la possibililità di avere autorisponditori o creare alias.
        Per ultimo, ma non in ordine di importanza, la presenza di un servizio antivirus e antispam e come i servizi sono amministrati;
      • backup;
      • la possibilità di programmare il server web per l’esecuzione, all’ora stabilita, di una o più operazioni pre-programmate (su server Linux/Unix prende il nome di "Cron").
        Si tratta di una funzionalità un po’ particolare non richiesta nella maggioranza dei casi, ma importante se necessaria. Un esempio di impiego potrebbe essere la necessità di ricevere automaticamente ogni mattina alla propria casella postale un resoconto sulle vendite del giorno precedente.
  • Servizio di assitenza
    È un servizio che solitamente tutti i Provider offrono e che, purtroppo abbastanza frequentemente si rivela lacunoso. In caso di problemi è importante poter contare su qualcuno che possa risolverli in modo corretto e velocemente: un sito down è sempre un “guaio”.
    L’assistenza ideale è 24/7, nella nostra lingua (se non conosciamo l’Inglese, lingua adottata da tutti i provider d’oltralpe), deve fornire soluzioni nell’arco di pochissimo tempo ed il personale deve essere preparato. Verificare empiricamente questi requisiti non è complicato: una semplice telefonata al numero verde potrebbe svelare diversi aspetti di questo punto, positivi o negativi che siano;
  • Soddisfatti o rimborsati
    Hosting, Housing e Dominio si noleggiano e pagano solitamente per un anno al momento dell'acquisto: una clausola che permetta di recedere dal contratto (solitamente entro l’arco di 30 giorni) e di essere rimborsati o pagare alla scadenza di questo periodo di "prova" permetterebbe la valutazione sul campo della nostra scelta in tutta tranquillità.
interrogarsi sul nome dominio da scegliere

La scelta del nome a Dominio

È l’aspetto più delicato: se il sito è frutto di un’attenta progettazione sicuramente già sappiamo il nome del dominio ideale, nel limite dei domini disponibili, da registrare per il nostro sito.
Diversamente ci si trova davanti all’ultima occasione di trovare un nome che coniughi le esigenze di riconoscibilità e individuazione del brand oltre che favorire il posizionamento sui motori di ricerca.
Solitamente si tratta di trovare il dominio, fra quelli ancora disponibili, che rispetti alcune caratteristiche che possano agevolare la raggiungibilità ed il posizionamento del sito:

  • Dominio 1° livello
    Le considerazioni da fare sono relativamente semplici: se l’attività che il sito rappresenta è destinata ad un mercato geograficamente definito è bene scegliere un ccTLD, ad esempio per il mercato italiano il “.it” col vantaggio di “aiutare” la geolocalizzazione nella ricerca sui motori; se invece si espande oltre i confini nazionali è preferibile ricorrere ad un gTLD, un dominio generico come ad esempio il ".com".
    È anche usata la prassi di acquistare, quindi vincolare alla propria attività, più tipi di dominio di primo livello che tramite la tecnica del redirectem> visualizzaranno sempre i contenuti del dominio scelto come principale.
    L’obiettivo di questa politica è di evitare che la concorrenza possa disporre di un dominio con lo stesso nome del vostro nome ma suffisso diverso; oltre che a garantirsi di essere raggiunti nel caso della più classica delle dimenticanze - ma era .it o .com? -.
    Personalmente ritengo che l’acquisto di un solo secondo dominio sia già in grado di tutelarci nella maggior parte dei casi, ad esempio, se il dominio principale fosse un ".it" potrebbe essere utile acquistare anche un ".com".
  • Dominio 2° livello
    È il nome vero e proprio del dominio e le considerazioni sono un po più complesse e devono tener presenti alcune indicazioni:
    • deve essere un nome facile da ricordare
      tecnicamente un nome dominio può raggiungere i 243 caratteri: immaginatevi di essere intenti a scrivere nella barra del browser un indirizzo così lungo, a ricordarvelo al prossimo accesso o semplicemente a stamparlo sui biglietti da visita: sarebbe alquanto scomodo.
      È meglio evitare nomi lunghi, l’utilizzo di molti trattini (fortemente sconsigliata la presenza di più di un trattino in quanto potrebbe essere correlata allo spam) e di numeri: più il nome sarà semplice, più sarà facile da utilizzare;
    • deve rappresentare la vostra azienda, la vostra attività
      la soluzione più gettonata è chiamare il sito col nome dell’azienda. Questa soluzione si “scontra” con la pratica di inserire nel nome a dominio la principale parola chiave che gli utenti usano sui motori di ricerca per trovare risultati relativi alla vostra attività aziendale.
      Questa pratica definita EMD (Exact Match Domain) ha prodotto ottimi risultati in passato ma attualmente non gode più della stessa considerazione da parte dei motori di ricerca che sembrano tornati a preferire la corrispondenza del brand.
      La soluzione ottimale potrebbe consistere nel trovare il giusto compromesso fra le due soluzioni brand e parola chiave.

Per quanto riguarda le modalità di acquisto è solitamente incluso, più o meno gratuitamente, nelle varie offerte di Hosting.

Considerata l'importanza del nome a dominio tendo a sceglierlo insiema ai miei clienti in fase di progettazione del sito, mentre per quanto riguarda i servizi di Hosting o Housing solitamente consiglio, naturalmente senza vincolare il cliente in nessun modo, una "rosa" di provider che ho avuto modo di "testare" con altri progetti.
Non sono affiliato a nessuna di queste società, quindi il consiglio è totalmente disinteressato e teso unicamente a facilitare la scelta al cliente.

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